La parola "crisi" deriva dal greco e significa "Scelta"!

Da quando siamo qui in Grecia mi capita spesso di ragionare sull'etimologia delle parole. Forse perché tutte queste scritte sui segnali stradali mi ricordano il liceo classico; forse perché nel sentir parlare queste persone riconosco parti di suoni che ricollego a qualcosa in italiano; forse perché qui si sente davvero di essere nella culla della filosofia, della democrazia, della matematica, dell'astronomia, della geografia, della chimica, della fisica, del pathos e della compassione...chissà.


C'è una parola che ormai sento nominare da anni: la parola CRISI.


L’umanità, oggi fragile come non mai, sta attraversando un momento di smarrimento e di impotenza di fronte alla consapevolezza dei propri limiti, mentre l’incertezza sta portando ad un forte cambiamento necessario. E’ un periodo di grande ristagno in cui è assolutamente indispensabile reinventarsi ed cercare di dare il giusto significato a quello che sta capitando.

Le trasformazioni richiedono sempre di trovare un nuovo equilibrio, di adattarsi alla circostanza inaspettata e questo comporta ovviamente un periodo di crisi.


Ma la crisi che cos’è?

Sicuramente, nell’uso comune, la parola crisi ha ormai un significato negativo perché ci indica un peggioramento di una situazione.

Se invece riflettiamo sull’etimologia della parola crisi, sull'antico greco da cui questa parola è nata, allora scopriamo che in realtà la sfumatura è del tutto positiva!

Il termine “crisi” (in greco κρίσις), originariamente voleva dire "separazione". Proveniva infatti dal verbo greco κρίνω: “separare”, appunto.

Questo verbo era usato durante la trebbiatura, cioè l’attività finale nella raccolta del grano, quando si dovevano separare la granella, il frumento, la paglia e la pula.

Da qui derivò il primo significato di “separare”, e di conseguenza anche quello di “scegliere”.

Perciò la saggia etimologia di questa parola ci racconta che la crisi altro non è che un momento di scelta, di decisione forte. E siamo proprio sicuri che i momenti di scelta debbano per forza essere negativi? O forse siamo noi ad avere paura? La crisi va pensata come una fase durante la quale dobbiamo tentare di separare la parte critica da noi, osservarla da un altro punto di vista e valutare se possiamo scegliere qualcosa di diverso, più adatto.

Crisi, la parola greca che in tutte le lingue moderne ha voluto dire «scelta» o «punto di svolta», ora può indicare l’attimo della scelta, quel momento meraviglioso in cui la gente all’improvviso si rende conto delle gabbie nelle quali si è rinchiusa e della possibilità di vivere in maniera diversa.

La situazione di crisi, dunque, è il presupposto necessario per un miglioramento, per una rinascita, per scoprire nuove risorse che prima ignoravamo e che ci permetteranno di rendere il futuro prossimo migliore.

Almeno a me piace vederla così.





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