A Zagoria (Epiro-Grecia) si trova la statua della Signora del Pindo

Aggiornamento: 11 nov 2021

C’è una terra quasi invisibile ed incredibilmente fiabesca. Si chiama Zagoria, nel cuore dell’Epiro, a nord di Ioannina e a nord ovest di Meteora.

Se fosse una sola città Zagoria sarebbe annoverata tra le città Invisibili di Calvino. In realtà Zagoria, o Zagori (la parola, di origine slava, significa "Al di là dei monti”) è un’ampia area racchiusa tra i monti Gamila e Mitsikeli ed il fiume Aoos, nella catena montuosa del Pindo.

Qui si trova una statua che ci è entrata nel cuore perché racconta una storia di forza, ribellione e amore che oggi vi voglio raccontare



Sosta incredibilmente panoramica, molto ventosa, ottima per trascorrere una notte al fresco prima di raggiungere Monodendri. GPS: 39.838240, 20.703073

La statua della Signora di Pindo


Il contributo delle donne d'Epiro durante la seconda guerra mondiale, l'occupazione tedesca e la Resistenza è stato davvero prezioso e ricordato in Grecia anche oggi. Le donne d’Epiro si ritrovarono al fronte, combattendo contro il nemico con tutta la loro forza, in condizioni di estrema avversità. E dopo, durante l'occupazione tedesca e la Resistenza greca, aiutarono al massimo i combattenti greci nella lotta contro gli occupanti.

In particolar modo nei villaggi montuosi dell’Epiro le donne hanno dato una grossa prova di forza, coraggio ed onore: venuto meno l’ aiuto degli uomini, tutti impegnati nel combattimento, si sono assunte la responsabilità di badare ai terreni ed alle famiglie ma non si sono fermate qui.


I servizi di assistenza che le donne d’Epiro hanno prestato durante la seconda guerra mondiale sono stati così importanti al punto che la vittoria dell'esercito greco non sarebbe stata possibile senza il loro prezioso contributo.

Quando la strada era troppo innevata, loro si mettevano a spalare la neve di notte in modo che le truppe avrebbero trovato la strada libera. Il giorno, invece, impiegavano ore a cucire i vestiti per i soldati, a curare le loro ferite e a preparare per loro dei pasti caldi.

Si ricorda che 300 soldati trovarono rifugio (10-15 per casa) nel villaggio di Tsepelovo nella Zagoria. Le donne erano così entusiaste di assicurare ai soldati cibo e vestiti che macellarono tutti gli animali del villaggio, unica fonte produttiva della regione.

A Lepiana nel distretto di Arta, un villaggio sopra le montagne Tzoumerka, gli abitanti del furono svegliati dal rombo dei cannoni.

“... Ci svegliammo nella paura. I cannoni tuonavano come se fossero accanto alle nostre case ... Ma la cosa peggiore erano gli aeroplani. Erano troppi... Stavano per bombardare Arta ... ”

dice Marigoula Houliara, una delle donne che ancora ricorda l'orrore della guerra, in cui molti uomini della sua famiglia furono uccisi. E aggiunge:

"... Un giorno, i camion dell'esercito raggiunsero il villaggio. Portavano cotone e ce lo hanno dato. Ci dissero di farne calze e maglie per l'esercito. Ciascuna di noi ha offerto qualunque pezzo di stoffa che potemmo trovare nelle nostre case. Coperte, tappeti di lana, qualunque cosa ... "

Donne, vecchi e bambini si fecero carico di aprire strade e costruire ponti in poco tempo, come i 6 kilometri di strada riparata nel villaggio di Kapesovo nella Zagoria.

“I nostri soldati dopo la vittoria del Pindo avanzavano. Quando raggiunsero il fiume Vogiousas e noi ci rendemmo conto che le rapide non avrebbero permesso agli ingegneri di lavorare, così ci tuffammo in acqua e, tenendoci l’un l’altra, facemmo una sorta di diga, in modo da ridurre l’intensità delle rapide per aiutare così quelli che dovevano costruire il ponte"

Ma il contributo più importante delle donne fu probabilmente il trasporto di armi, cibo, vestiti al fronte, dove i mezzi di trasporto dell'esercito non potevano arrivare a causa delle cattive condizioni meteorologiche e strade sconnesse. Sulle montagne innevate, le donne d'Epiro percorrevano ogni giorno un tragitto impervio attraversando le montagne, sfidando il vento ed il gelo, per portare ai soldati i rifornimenti necessari per combattere la guerra.

Molti episodi sorprendenti la dicono lunga sulla forza dell'animo femminile e sul loro sacrificio. A Tsepelovo i soldati greci affamati e scalzi hanno chiesto rinforzi da Ioannina, ma non potevano arrivare. Furono subito chiamate le donne per portare cibo, stivali, fucili e canoni al fronte.


Le donne del Pindo divennero leggenda: si tornò a rivivere la forza delle donne greche, delle donne spartane, delle donne di Souli e di tutte quelle eroine che combatterono per l'onore e la libertà del loro paese.


Furono onorate da autori illustri, poeti, letterati, greci e stranieri, contemporanei e successivi;sono ancora onorate da tutta la nazione greca. Sulla cima di questa collina, vicino al villaggio Asprageli di Ioannina, la statua della "Donna del Pindo” le ricorda.


Se siete da queste parti, io vi consiglio di fare una scappata!


Guardate queste immagini...valgono più di mille parole!


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Siamo Alessandro e Martina, due viaggiatori incalliti che hanno deciso di fare della loro vita un viaggio senza fine guidati dal fidato Mammuth, un camper del 1987.
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